CILA per iniziare i lavori di ristrutturazione - CERTO edilizia energetica

CILA per iniziare i lavori di ristrutturazione

CILA per iniziare i lavori di ristrutturazione

Come ti abbiamo raccontato in un altro articolo fino al 31 dicembre 2019 puoi accedere alle detrazioni del 50%, se fai una ristrutturazione, e del 65%, se fai un intervento di risparmio energetico.

Per poter iniziare i lavori che ti permetteranno di accedere alle detrazioni fiscali potrebbe, però, servire una CILA. La maggior parte delle volte che inizi dei lavori, di ristrutturazione o di efficientamento, infatti, devi dichiararli al Comune, di Bologna o provincia, con una pratica edilizia.

A meno di casi particolari, come quello in cui fai modifiche sulla struttura portante, la pratica edilizia di cui hai bisogno è la CILA, ovvero la Comunicazione Inizio Lavori Asseverata.

Ma non è finita qui. Non basta che trovi un tecnico che presenta la pratica giusta.
Ci sono alcuni controlli che devono sempre essere fatti – per obbligo di legge – prima di poter presentare una CILA. Vediamoli insieme.

Cosa verificare prima di presentare una CILA al Comune di Bologna

Il primo controllo da fare se vuoi iniziare dei lavori a Bologna? Verificare la conformità urbanistica e catastale. Ebbene sì, la prima cosa da verificare è che lo stato di fatto corrisponda allo stato legittimo, ovvero che non ci sia nessuna difformità. Se quando hai comprato la casa ti avevano consegnato una Relazione Tecnica Integrata conforme e da quel momento non hai fatto modifiche allora la tua casa è conforme. Se, invece, questa verifica non è mai stata fatta allora sarà la prima cosa da fare.

Per verificare la conformità servirà una richiesta di accesso agli atti del Comune, di Bologna o provincia. Questa richiesta, solitamente, ha un costo a parte rispetto alla pratica, a cui si devono aggiungere i tributi per il Comune. Solo dopo aver visto tutti i documenti e aver fatto un sopralluogo sull’immobile il tecnico può dire se la tua casa è conforme.

Tra i documenti da controllare con più attenzione c’è l’agibilità, che non può non esserci. Se non ci fosse bisognerebbe capire se ci sono tutti i requisiti – igienico, sanitari, strutturali e di sicurezza – necessari per richiederla. L’intervento che vuoi realizzare è tra quelli del Decreto 192/2005, ovvero ha bisogno del deposito di un progetto e della relazione ex Legge 10 firmata da un tecnico abilitato? Questa è un’altra verifica che dovrà fare il tecnico.

Se tra le modifiche che vuoi fare hai previsto anche di cambiare la distribuzione interna potrebbe essere necessario un parere preventivo dell’AUSL.

Ultimo ma non ultimo, devi nominare un direttore dei lavori. Lo so, forse ti sembrerà strano ma serve sempre un direttore dei lavori anche quando stai facendo dei lavori soltanto in bagno. E ti dirò di più: non puoi essere tu quel direttore, a meno che tu non sia un tecnico abilitato e iscritto a un ordine professionale. Cosa fa un direttore dei lavori? Controlla che i lavori procedano come previsto e che tutti indossano i dispositivi di sicurezza, ovvero che tutto vada bene e nessuno si faccia male.

Dopo che il tecnico che hai scelto ha fatto tutte queste verifiche, se non ci sono stati problemi, può procedere con la CILA. Ovviamente se durante i lavori decidessi di fare delle modifiche al progetto presentato con la CILA dovrai presentare una variante.

Penserai che le scartoffie burocratiche siano finite qui. E, invece, no. Dopo la fine dei lavori ci sono altri controlli ed eventuali aggiornamenti da fare.

La fine dei lavori: verifiche e aggiornamenti da fare

La prima cosa da fare è dare la comunicazione di fine lavori al Comune.
Finiti i lavori la casa è ancora agibile e abitabile? Una domande che ci fanno spesso è questa: “Con le modifiche resta valida il documento di agibilità che il tecnico ha controllato all’inizio?”
La risposta è: “dipende dai lavori che sono stati fatti”. Ogni ambiente, infatti, deve rispettare determinati rapporti aero – ventilanti e di illuminazione, determinate altezze e altri criteri stabiliti dalla legge.

Se la vecchia agibilità non fosse più valida bisognerà fare richiesta per una nuova. Di agibilità e di SCE CEA, ovvero Segnalazione Certificata di Conformità Edilizia e Agibilità ne abbiamo parlato, nel dettaglio, in altri articoli.

Lo stesso discorso vale anche per gli impianti e le loro dichiarazioni di conformità, o DICO. Se gli impianti non hanno subito modifiche durante l’intervento rimangono valide le vecchie DI.CO, altrimenti bisogna chiamare il certificatore per farne realizzare delle nuove.

Gli interventi realizzati hanno cambiato la prestazione energetica della casa? Adesso, disperde meno? Diciamocelo se hai cambiato solo gli infissi è molto improbabile che la classe energetica assegnata con la certificazione energetica sia cambiata. Se, invece, hai agito sugli impianti o hai fatto un intervento di efficientamento, come la coibentazione, la casa potrebbe aver fatto un salto di classe, energetica. In ogni caso ricorda che la nuove certificazione dev’essere elaborata da un tecnico che non era coinvolto nei lavori. Per avere più chiaro in quali casi bisogna aggiornare l’APE dai un’occhiata a questo articolo.

Ci siamo quasi, manca l’ultimo controllo: lo smaltimento dei rifiuti. Anche per questo problema ti viene in aiuto una legge. La responsabilità è del direttore dei lavori che deve occuparsi di gestire lo smaltimento secondo le regole previste dal Comune in cui si trova l’immobile.

Se vuoi sapere quanto tempo occorre per presentare una CILA,  a Bologna o provincia, e quanto costa dai un’occhiata qui.

Stai per iniziare dei lavori a Bologna o provincia?

Come abbiamo visto iniziare dei lavori significa non solo prepararsi ad avere un cantiere in casa, piccolo o grande che sia, ma anche trovare un tecnico che faccia tutte le verifiche necessarie prima di presentare la SCIA e tutti i controlli che servono dopo la fine dei lavori in modo che se, più avanti, decidessi di vendere la tua casa, a Bologna o provincia, tu non debba avere problemi come rallentamenti nei tempi del rogito.

Ci è capitato più volte, infatti, che un cliente si è rivolto a noi per la Relazione Tecnica Integrata, richiesta dal notaio. E dall’analisi abbiamo scoperto che erano stati fatti dei lavori e che questi non erano stati dichiarati al Comune e/o al Catasto.

Non dichiarare i lavori e/o non aggiornare i documenti depositati in Comune e/o Catasto significa fare un abuso edilizio e solitamente comporta oltre alla presentazione di una pratica edilizia di sanatoria anche il pagamento di una sanzione che parte da 1000 euro.

Se vuoi evitare questo tipo di problemi rivolgiti a un tecnico con esperienza nelle pratiche edilizie e, se possibile, anche nelle ristrutturazioni.

Noi ci occupiamo di pratiche edilizie (CILA, SCIA, SC CEA) e di ristrutturazioni dal 2011. Contattaci per un preventivo gratuito. Ti basta inviare una e-mail a info@gruppoeden.it o telefonare allo 0517166459.
Più i dati che ci invii sono precisi più facile sarà per noi fare il preventivo e fartelo avere nel più breve tempo possibile.

E se stai cercando una casa da ristrutturare iscriviti alla newsletter e scarica gratis la checklist con tutte le domande da fare durante il sopralluogo per capire se ci sono problematiche di cui non ti eri accorto.

Sarah Saccullo
Sarah Saccullo
Con un bagaglio di cultura edile in testa racconto l’edilizia come farebbe un amico che cerca di dare un buon consiglio. Curiosa per natura e, inevitabilmente, attratta dalle novità. Progetto strategie di marketing, pianifico come metterle in pratica e racconto le aziende nei testi dei loro siti.Le mie passioni sono: l’architettura, l’arte e la bakery.

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