Cappotto termico: errori da evitare - CERTO edilizia energetica

Cappotto termico: errori da evitare

Cappotto termico: errori da evitare

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Errori da evitare nella progettazione e nella posa

Uno degli interventi più gettonati che permette di riqualificare il tuo condominio, o la tua villetta e nella maggior parte dei casi di accedere al Superbonus 110% è l’installazione del cappotto termico esterno.

Sono tanti i vantaggi che questo intervento porta alla tua casa: dalla riduzione dei costi delle bollette all’aumento di valore commerciale, in caso di vendita. Ci sono però alcuni aspetti a cui fare attenzione e alcuni errori da evitare per fare in modo che il cappotto funzioni bene.

Vediamo insieme gli errori più comuni da evitare nella progettazione e nella posa del cappotto.

Attenzione ai tempi

Quando si pianifica un intervento in facciata, in particolare l’isolamento a cappotto, è necessario fare molta attenzione ai tempi: data di inizio, durata e fine dei lavori. La validità dell’incentivo fino al 31 dicembre 2021 – attualmente non sono previste proroghe – è un vincolo importante nella gestione delle tempistiche, visto che la fattibilità tecnica delle lavorazioni per la posa del cappotto è possibile solo in alcuni periodi dell’anno.

Oltre ai tempi di installazione del cappotto devi, però, considerare anche i tempi tecnici necessari per presentare la pratica edilizia al Comune, elaborare il progetto e gestire la richiesta dell’incentivo all’Enea. Ci può inoltre essere la possibilità che questi tempi si allungano se durante la fase di sopralluogo e analisi dei documenti – obbligatoria prima di presentare una pratica edilizia – vengono trovati abusi edilizi.

Attenzione alle temperature

Idealmente, primavera ed estate sono le stagioni migliori per la posa del cappotto ma, di solito, i lavori durano circa 2-3 mesi. Se poi consideri anche il numero di richieste che stanno arrivando alle imprese edili, che devono materialmente realizzare il cappotto, capisci che i tempi per procedere con l’intervento sono abbastanza limitati.

La posa del collante

Il collante, infatti, serve sempre, perché trasferisce le tensioni termiche dal pannello al supporto, ovvero alla parete su cui è posato, in modo da evitare il rischio di un distacco. Inoltre, bisogna prestare attenzione a come avviene la posa: il collante deve coprire almeno il 40% del pannello in modo che quest’ultimo non si incurvi in caso di sbalzi termici, causando infiltrazioni di acqua e muffa.

La tassellatura

Per far aderire bene il pannello isolante alla parete, oltre al collante, bisogna usare anche dei tasselli per cui va stabilito il numero e lo schema di fissaggio in base all’altezza dell’edificio e alle caratteristiche specifiche del contesto.

Nel fissaggio del tassello, bisogna fare attenzione che le teste dei tasselli rimangano allo stesso livello del pannello, ovvero che non vengano spinte internamente. Se dovesse rimanere dello spazio, questo andrà riempito con materiale isolante per evitare la formazione di macchie o discontinuità della superficie.

La rete di armatura

Ad oggi, non esistono rasanti con fibre in grado di sostituire la rete di armatura per evitare fessurazioni dell’intonaco e infiltrazioni di acqua piovana: è necessaria la rete di armatura. Bisogna fare, però, attenzione durante la posa della rete. Tra la prima mano di rasante e la seconda devono passare almeno 24 ore in modo che la rete rimanga in posizione centrale. La rete serve, insieme ai profili speciali, anche per rafforzare gli spigoli delle aperture e farli resistere alle dilatazioni. Se non viene inserita possono crearsi delle fessurazioni.

La posa dei pannelli

Per una posa a regola d’arte dei pannelli questi devono essere sfalsati di almeno 25 cm e non posati in file parallele. La posa corretta evita fessure tra un pannello e l’altro e permette di distribuire in modo equilibrato le tensioni.

Consigli per un cappotto a regola d’arte

Ecco qualche altro consiglio per un cappotto progettato e posato bene, che duri nel tempo e migliori le prestazioni energetiche della tua casa:

  • Scegliere sistemi prodotti e certificati da un’unica azienda piuttosto che affidarsi a tante aziende diverse per ogni componente del sistema cappotto. È molto importante anche per la certificazione antincendio del pacchetto.
  • Affidarsi a professionisti con esperienza per la progettazione del cappotto. Un minimo errore può portare a un malfunzionamento del cappotto e a danni per l’edificio come fessurazioni e infiltrazioni di acqua.
  • La posa dei vari strati del sistema cappotto deve essere effettuata da operai qualificati.

Nei mesi scorsi abbiamo stretto accordi con imprese edili e finanziatori per offrire ai nostri clienti un pacchetto completo. Nel pacchetto sono comprese tutte le fasi: dall’analisi di fattibilità alla fine dei lavori, inclusa la gestione degli incentivi e la cessione del credito. Abbiamo lavorato sulla riduzione dei tempi che riguardano la documentazione per il Comune e il sopralluogo che effettuiamo con il laser scanner.

Se vivi in condominio e stai pensando di riqualificarlo con il Superbonus contattaci.

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