Isolamento delle pareti dall’interno - CERTO edilizia energetica

Isolamento delle pareti dall’interno

isolamento con cappotto interno o esterno

Desideri coibentare le pareti di casa tua, ma non hai la possibilità di fare un isolamento a cappotto esterno? Hai pensato all’isolamento interno delle pareti ma temi non sia una soluzione efficace? Oggi ti spieghiamo come ridurre i consumi energetici attraverso l’isolamento, illustrando le sue criticità e i suoi vantaggi.

In un precedente post ti abbiamo esplicato l’importanza dell’isolare le pareti della propria abitazione. Tra gli interventi esistenti sull’involucro di un edificio, l’isolamento delle pareti opache verticali è tra gli interventi di riqualificazione energetica più risolutivi. Il cappotto esterno è il modo più efficace dal punto di vista tecnico per coibentare le pareti di un edificio, ma può essere più opportuno fare un cappotto interno, soprattutto quando:

  • l’edificio è vincolato e non è possibile intervenire sui prospetti;
  • viviamo in un condominio e non tutti i condomini sono d’accordo a fare questo intervento;
  • non vogliamo intervenire sul rivestimento in mattoni faccia-vista tipico delle nostre case italiane.

In questi casi si può valutare di coibentare le pareti di casa nostra attraverso un isolamento dell’interno. Anche in questo caso, che può sembrare molto semplice poiché si interviene stando “dentro casa”, si devono valutare diversi aspetti e rispettare alcune regole basilari:

  • scegliere il tipo di isolante più adatto anche in funzione dello spessore disponibile;
  • considerare che lo spessore minimo dell’isolante non lo scegliamo noi in base alle nostre esigenze di spazio e di arredo ma lo impone la delibera regionale in materia di efficienza energetica DAL 156/08, che all’Allegato 3 indica i limiti di trasmittanza termica da rispettare per chi decide di coibentare le pareti di un edificio esistente;
  • verificare gli aspetti termo igrometrici, per evitare che l’inserimento dell’isolante dall’interno non causi problemi di formazione di condensa superficiale o interstiziale nelle pareti coibentate;
  • stare attenti ai ponti termici, per non aumentare quelli già esistenti con conseguenti fenomeni di formazione di muffe e condense negli angoli o comunque nei punti più deboli del nostro involucro edilizio.

Come puoi notare non basta rivestire una parete con materiale isolante, e anche (o forse soprattutto) nel caso di isolamento dall’interno ti consigliamo sempre di farti consigliare e seguire da un tecnico esperto, che ti indicherà le soluzioni migliori e con il maggior rapporto qualità-prezzo.

Differenza tra cappotto esterno e interno

Il risultato finale che si ottiene con un cappotto esterno e con un isolamento dall’interno è lo stesso: per dirlo in parole povere, nelle condizioni di calcolo più estreme la temperatura superficiale interna della parete è di 20° C e quella superficiale esterna  -5° C, e la parete coibentata si oppone al flusso termico che dall’interno va verso l’esterno con tanta più forza quanto più spesso è lo strato isolante.  Partendo dalle stesse condizioni al contorno (20°C dentro e -5°C fuori), prese due pareti composte dagli stessi strati ma una con l’isolante all’interno e una con l’isolante all’esterno, quello che cambia notevolmente è la distribuzione della temperatura all’interno della parete, come mostra l’immagine sottostante.

Con l’isolamento dall’interno la temperatura della muratura è molto bassa, con il rischio che possa formarsi della condensa interstiziale all’interno della parete con conseguente comparsa di muffa. Contemporaneamente il vapore che dall’interno va verso l’esterno, venendo a contatto con la muratura fredda genera lo stesso effetto di condensa. Per evitare questo inconveniente tra isolante e muratura potrebbe essere opportuno porre una barriera al vapore. Nel caso dell’isolamento a cappotto il problema non si pone poiché la presenza dello stato isolante all’esterno mantiene la parete più calda, diminuendo di molto la probabilità che si formi la condensa.

isolamento con cappotto interno o esterno

Perché è meglio, quando possibile, isolare dall’esterno

Isolare dall’esterno conviene innanzitutto per ridurre la formazione di muffe e condense, come appena illustrato.

Legato a questo argomento c’è anche quello dei ponti termici, ovvero punti deboli dell’edificio nei quali il calore tende a fuoriuscire più velocemente, come ad esempio in corrispondenza dell’incrocio tra parete e solaio o tra parete esterna e divisorio interno.Riportiamo un’immagine termografica che mostra questo fenomeno in modo qualitativo: come si nota la parete in corrispondenza del solaio (ponte termico) è a una temperatura più alta rispetto alle pareti circostanti, come mostrato dal colore più chiaro nella termografia. Questo significa che disperde più calore, e ciò avviene proprio a causa del Ponte Termico che viene a formarsi in questo punto. Leggi il nostro post dedicato ai Ponti termici per saperne di più.isolamento termico

L’ultimo svantaggio dell’isolamento dall’interno, che spesso è il primo che viene in mente, è quello di ridurre i metri quadrati di una stanza. Riteniamo, che nella maggior parte dei casi, rinunciare a qualche centimetro dello spazio interno convenga, a fronte degli indubbi benefici in termini di risparmio energetico apportati dall’isolamento. L’immagine termografica sotto riportata mostra la differenza, in termini di dispersioni, tra una parete coibentata (a destra) e una no (a sinistra).

isolamento termografia

Quali materiali utilizzare?

Anche la scelta del materiale con cui effettuare l’isolamento è fondamentale. Per una panoramica sui materiali in commercio e sulle loro caratteristiche rimandiamo a un nostro precedente post. Resta inteso che, ciascuno di questi materiali ha caratteristiche e prezzi, molto diversi, e che senza un tecnico rischi di perdere tempo e denaro!

L’isolante ideale per l’isolamento dall’interno dovrebbe essere igroscopico, capillare e traspirante. In realtà, la scelta del tipo di materiale può dipendere da una molteplicità di fattori. A volte conviene rinunciare a una caratteristica che valutiamo importante, ad esempio l’origine naturale del materiale, per migliorare la prestazione complessiva, come ad esempio il potere isolante a parità di spessore.

Concludendo, isolare conviene sempre.
Quando è possibile è meglio fare un cappotto esterno. Quando l’edificio o altri vincoli non lo consentono anche un isolamento dall’interno delle pareti può rivelarsi una scelta vincente per aiutarti a ridurre i consumi energetici e ad aumentare l’efficienza energetica della tua abitazione.

Isolare non è un’operazione semplice! Ci sono valori limite da rispettare e se i lavori non sono ben fatti rischi di trovare, poco dopo, delle muffe. E’ per questo ti consigliamo di affidarti ad un tecnico qualificato.

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Elisabetta Venturi
Elisabetta Venturi
Ingegnere Edile-Architetto, mi occupo di progettazione, pratiche edilizie e Direzione Lavori.

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