CIL: Comunicazione di Inizio Lavori - CERTO edilizia energetica

CIL: Comunicazione di Inizio Lavori

CIL: Comunicazione di Inizio Lavori

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Cominciamo col fare chiarezza: CIL o CILA? Fino al 2017 si chiamava CIL, Comunicazione Inizio Lavori.
Con la legge per la semplificazione edilizia recepita a livello regionale con la L.R. n° 12 del 2017 c’è stata la riforma per la semplificazione dell’attività edilizia e
si è passati da CIL a CILA, Comunicazione Inizio Lavori Asseverata.

Iter burocratico e quando richiederla

La CIL o CILA è una procedura amministrativa introdotta dalla legge nazionale n° 73 del 2010,
per semplificare le procedure amministrative e burocratiche edili.Col passaggio da CIL a CILA  diventa fondamentale l’asseverazione
da parte di un tecnico abilitato che dimostra che il progetto risponde alle norme sia quelle urbanistico-edilizie, sia quelle igienico-sanitarie.

Lavori di manutenzione ordinaria

Per quanto riguarda il regolamento della CILA, ogni Comune ha recepito la legge nazionale creando delle proprie procedure standard.
In qualsiasi Comune ti trovi, la CILA è il documento da presentare tutte le volte che vuoi iniziare dei lavori di manutenzione ordinaria come:

  • tinteggiatura delle pareti
  • sostituzione di pavimenti 
  • rivestimenti o la sostituzione di infissi

Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria solo alcuni Comuni richiedono una comunicazione tramite lettera in carta semplice in cui si dichiarano i lavori che si desiderano effettuare al proprio immobile, tale procedura è utile per coloro che desiderano accedere agli incentivi per la “ristrutturazione edilizia”.

Lavori di manutenzione straordinaria

La CILA va presentata anche quando fai lavori di manutenzione straordinaria che prevedono cambiamenti interni all’unità immobiliare.
Sono esclusi gli interventi che modificano la struttura o la superficie complessiva. Ecco alcuni esempi di lavori di manutenzione straordinaria:

  • la realizzazione di nuove pareti interne;
  • le aperture e chiusure di porte posizionate su muri non portanti;
  • la coibentazione di muri e solai, ad esempio tramite rivestimento termico a cappotto;
  • la realizzazione di pergolati e gazebi;
  • il rifacimento del manto di copertura.

Per poter iniziare questi interventi non basta presentare la CILA firmata da un tecnico abilitato (ingegnere, architetto o geometra iscritto al relativo albo professionale)
vanno consegnati anche i seguenti documenti:

  • relazione tecnica firmata del tecnico responsabile
  • disegni tecnici riguardanti il progetto e lo stato di fatto del fabbricato
  • DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva)- in regola – dell’impresa edile che esegue i lavori

iter CIL

Chi può presentare la CILA?

Ogni Comune ha delle sue modalità di presentazione della pratica. Alcuni comuni della provincia di Bologna permettono ancora di consegnare la pratica allo sportello.
Il Comune di Bologna, invece, da 5 anni prevede l’invio telematico da parte del tecnico che ha redatto la pratica.

Allo stesso modo ogni Comune può richiedere di presentare ulteriori documenti.

Quando presentare la CILA

La CILA deve essere inviata prima dell’inizio dei lavori e non dopo!
I lavori potranno iniziare immediatamente dopo che la CILA viene consegnata e protocollata dall’Ufficio Tecnico.

La CILA può essere negata?

La CILA, essendo un procedimento amministrativo non può mai essere negata dal Comune che la riceve.
È questo il concetto che è stato ribadito, qualche giorno fa, dalla sentenza del TAR Calabria.
La CILA non può essere negata ma se ci fossero dei controlli per cui l’immobile non risulta conforme alle leggi
allora c’è il rischio di dover pagare delle sanzioni.

Mancato invio della CILA

Altre sanzioni sono dovute al fatto che la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata non è stata inviata per tempo.
Ogni Comune, in base al proprio regolamento, stabilisce l’eventuale sanzione e a quanto ammonta.
Spesso, ci si accorge del mancato invio della CILA, durante la verifica della conformità dell’immobile, obbligatoria per la compravendita,
a distanza di molti anni da quando avrebbe dovuto essere inviata.

Facciamo un esempio. Due anni fa hai cambiato gli infissi del tuo appartamento a Bologna. Pensavi che il tecnico avesse dato comunicazione al Comune tramite la CILA.
A distanza di due anni, stai per vendere l’appartamento e il tuo nuovo tecnico, durante l’analisi della conformità, si accorge che la CILA non è stata inviata.
Si tratta di una difformità Comunale che va sanata se vuoi vendere l’appartamento.
Bisognerà fare una pratica edilizia e dovrai pagare una sanzione per non aver presentato la CILA per tempo. Così facendo, hai, infatti, commesso un abuso edilizio.

Se oltre a iniziare dei lavori cambi anche la distribuzione interna dell’immobile ti toccherà far fare al tecnico anche un’altra pratica: la variazione catastale.
Questa pratica consiste nel comunicare all’Agenzia delle Entrate (ex Catasto) la nuova distribuzione e va presentata prima della dichiarazione di fine lavori.

Noi ci occupiamo di pratiche edilizie (SCIA, CILA, SCCEA) da 7 anni e di verifica della conformità da ben 3 anni,
molto prima che entrasse in vigore l’obbligo. Quindi se avessi bisogno di un tecnico, contattaci.

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Elisabetta Venturi
Elisabetta Venturi
Ingegnere Edile-Architetto, mi occupo di progettazione, pratiche edilizie e Direzione Lavori.

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